LE CARTE DI CONTROLLO |
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Le carte di controllo, utilizzate per la prima volta da W.A. Shewhart nel 1920, sono la principale metodologia statistica utilizzata per il controllo di un processo produttivo. Una carta di controllo è uno strumento che consente di :
Un processo produttivo raggiunge lo stato di controllo quando la sua normale variabilità è garantita, cioè i valori ottenuti da tale processo sono compresi in limiti ben determinabili : per un processo in stato di controllo si può prevedere, entro certi limiti, il comportamento futuro. Per essere in uno stato di controllo, il processo richiede che tutte le cause sistematiche di variabilità siano individuate ed eliminate, intendendo con il termine “cause sistematiche” tutte quelle forme di variabilità che non siano intrinseche al processo stesso ( indicate invece con il termine di cause di variabilità normali ) che non sono eliminabili ma stanno alla base delle “normali” fluttuazioni del processo stesso. Una carta di controllo è pertanto uno strumento per ricercare, raggiungere e mantenere un processo in stato di controllo. La carta di controllo si differenzia dalla maggior parte degli altri strumenti statistici perché frutta sostanzialmente tecniche di analisi INFERENZIALE , cioè un analisi di tipo induttivo che utilizza l’estrapolazione dei risultati partendo dall’ analisi di osservazioni reali. La carta di controllo non risolve problemi di tipo probabilistico o di verifica di adattabilità di un modello statistico (test di distribuzione) al processo in analisi, ma serve ad aiutare gli addetti al controllo qualità a capire se è possibile e lecito fare delle previsioni sul comportamento futuro del processo. Nelle carte di controllo sono presenti uno o più grafici ( solitamente 2 ) nei quali sono rappresentati indici significativi al fine dell’analisi dei dati del processo. Tali indici vengono calcolati a partire da elementi prodotti dal processo stesso e prelevati a campione. Questi elementi vengono poi analizzati e i dati ricavati sono presentati secondo metodologie ben definite. A tal fine ci sono varie metodologie che definiscono altrettante tipologie di carte di controllo. Le principali , e più utilizzate, sono suddivise in due categorie :
2. CARTE DI CONTROLLO PER ATTRIBUTI :Vengono utilizzate per il controllo di caratteristiche esprimibili solo mediante due valori tipicamente “soddisfa il requisito” – “non soddisfa il requisito”. Le principali carte appartenenti a questa categoria sono :
La sequenza generale per applicare una carta di controllo è la seguente :
La fase più delicata dell’operazione è il prelievo dei campioni ; a tale proposito possiamo dire che :
Ciò che guida la scelta della frequenza di campionamento è in generale l’esperienza, unità a considerazioni di utilità e praticità che indicano se e quando è più opportuno campionare frequentemente oppure più raramente.
Solitamente più si è in condizione di stabilità del processo più la frequenza di campionamento scende.
E’ buona norma prelevare un numero si campioni non inferiori a 20-25 composti ciascuno da non meno di 4 elementi ( per un totale quindi di 80 – 100 particolari ) . - CARTA DI CONTROLLO PER LE MEDIE
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Successivamente si realizza praticamente la carta : questa è un grafico in cui si evidenziano 3 linee fondamentali, chiamati limiti di controllo, e una serie di punti disposti in successione procedendo da sinistra verso destra che rappresentano le medie campionarie precedentemente calcolate : la media del primo campione prelevato si trova alla sinistra mentre quella dell’ultimo campione è a destra, il numero di riferimento di un determinato campione è riportato sull’asse delle ascisse ( asse X ) mentre il valore della media campionaria è indicato sull’asse delle ordinate ( asse Y ). Quindi, se ad esempio si sono prelevati 25 campioni i punti presenti sulla carta saranno 25; come detto le tre linee fondamentali riportate sul grafico si chiamano limiti di controllo : precisamente si ha una linea centrale che indica il valore di riferimento del processo cioè un valore che da’ una indicazione circa il valore di tendenza verso il quale il processo in analisi è orientato. La linea superiore rappresenta il limite superiore di controllo del processo, cioè il massimo valore di scostamento verso l’alto ammesso dal processo in analisi . La linea inferiore invece rappresenta, in modo analogo, il limite inferiore del processo cioè il massimo valore di scostamento ammesso verso il basso dal processo in analisi.
Per il calcolo pratico di questi limiti sono state proposte varie formule ma le più utilizzate nella pratica applicativa sono le seguenti :
LINEA CENTRALE : Il valore di questo limite è pari alla media delle medie dei singoli sottogruppi, cioè è la media generale dell’insieme dei campioni prelevati . Analiticamente si ha :
Questo valore è preso come indice di riferimento per l’intero processo, cioè mediamente il nostro processo tenderà a produrre elementi di valore pari a quello fornito da questa media. LIMITE SUPERIORE DI CONTROLLO: Il valore di tale limite si ottiene utilizzando la seguente relazione :
A2 è un coefficiente che dipende dalla numerosità n del sottogruppo utilizzato. Il suo valore è tabellato qui di seguito :
R è il valore medio degli scarti di ogni singolo sottogruppo. Analiticamente si esprime così :
Il limite superiore di controllo rappresenta come detto il valore massimo consentito come riferimento per il processo in analisi. LIMITE INFERIORE DI CONTROLLO: Il valore di questo limite si ottiene attraverso la seguente relazione :
Il significato dei termini presenti è analogo a quello già visto per il limite di controllo superiore. Il limite di controllo inferiore esprime il valore minimo consentito come riferimento per il processo in analisi. Una volta calcolati i limiti , si riportano sulla carta insieme ai valori delle medie campionarie: a questo punto si può procedere all’analisi dei risultati. - CARTA DI CONTROLLO DEL RANGE
Il coefficiente D4 è legato alla numerosità del sottogruppo e il suo valore è tabellato qui di seguito:
R è la media di tutte le escursioni dei sottogruppi prelevati : per escursione di un sottogruppo ( o range del sottogruppo ) si intende la differenza tra il valore massimo e quello minimo degli elementi presenti nel sottogruppo stesso, quindi analiticamente si ha :
LINEA DI TENDENZA CENTRALE : Rappresenta il valore di riferimento per il range ed è pari alla media delle singole escursioni dei sottogruppi cioè è pari al seguente valore :
LIMITE INFERIORE DI CONTROLLO : E’ il valore minimo consentito per l’escursione; si calcola solo per campioni con numerosità uguale o maggiore di 7.
Il coefficiente D3 è tabellato qui di seguito e il suo valore è legato alla numerosità del sottogruppo.
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